Le nostre pubblicazioni

Numerose negli anni sono i contributi pubblicati dagli esperti del CDPL. Si presenta in questa pagina un sunto delle pubblicazioni più importanti e significative.

mobbing
Mobbing: La faccia impresentabile del mondo del lavoro.

Alessandra Menelao, Mariella Della Porta, Giacomo Rindonone

Casa editrice: Franco Angeli – Collana: Psicologia, nr. 167, anno 2001

Il mobbing è un fenomeno psicosociale sempre più diffuso che risente inevitabilmente dei cambiamenti sociali e culturali. È una sindrome dovuta principalmente ad un modello organizzativo che privilegia la produzione piuttosto che lo stato di benessere psicofisico del lavoratore.
I mass media e i libri pubblicati su questa tematica hanno permesso l’apertura di un ampio dibattito; poco, però, si è fatto sul tema della prevenzione nei casi di mobbing.

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Se il giornale dal il mal di capo
Se il giornale da il mal di capo
Il Mobbing: impara a riconoscerlo e a difenderti
Mariella Della Porta, Giacomo Rindonone

Casa editrice: Associazione Stampa Romana

Mobbing: un male strisciante che si insinua in maniera silente tra le scrivanie, si manifesta con un crescente disagio professionale e rischia di portare a conseguenze sulla salute. Le redazioni dei giornali non ne sono esenti. Il mobbing, a lungo sottovalutato, è in molte realtà professionali una presenza soffocante: uno strumento perverso di riorganizzazione del lavoro – questo denunciamo come sindacato – che porta all’emarginazione, allo stress psico-fisico, persino alle dimissioni.
Su 270 casi esaminati, 36 risultano ad “alto rischio” o già mobizzati. Il mobbing non è solo un “male oscuro” dei singoli: è contagioso e mette a rischio anche la qualità dell’informazione che offriamo ai cittadini.

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Maltempo in redazione
Maltempo in redazione
Analisi sul “clima” nei giornali: ovvero stress, ansie, nevrosi e rischio mobbing
Mariella Della Porta, Giacomo Rindonone

Casa editrice: Associazione Stampa Romana

Il risultato di questa ricerca è stato per noi uno schiaffo. Il rischio mobbing nella nostra categoria è quattro volte superiore a quello stimato negli altri luoghi di lavoro. Le donne hanno un’incidenza di rischio superiore di 17 punti percentuali rispetto ai colleghi uomini.
Su 270 casi esaminati, 36 risultano ad “alto rischio” o già mobizzati. Il mobbing non è solo un “male oscuro” dei singoli: è contagioso e mette a rischio anche la qualità dell’informazione che offriamo ai cittadini.

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digilogica Digilogica, nr. 5

con all’interno una Monografia sul disagio lavorativo di Mariella Della Porta, Giacomo Rindonone

Casa editrice: Valter Casini Editore, anno 2004

La nascita e lo sviluppo del processo di globalizzazione ha apportato, da circa vent’anni, molteplici e rilevanti cambiamenti nel mondo del lavoro.
Tale processo – comportando tra l’altro selvagge ristrutturazioni a catena, caotiche fusioni via via più frequenti, mobilità sociale sempre più diffusa – sottopone con crescente frequenza il lavoratore dipendente a gravose e a volte insostenibili pressioni, causa, a loro volta, del nascere di una pericolosa incertezza dovuta alla temuta perdita del proprio status sociale.

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organizzazione Organizzazione del lavoro e gestione aziendale

Un’indagine tra il personale della prima banca privata italiana

di Giacomo Rindonone, Filippo Petruccelli, Giampiero Morelli

Il presente lavoro costituisce il risultato di un’indagine effettuata tra i dipendenti della direzione centrale della Banca Nazionale dell’Agricoltura nei mesi di febbraio e marzo 1987, su iniziativa della rappresentanza sindacale aziendale della Federazione Autonoma Bancari Italiani.

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organizzazione Psicologia del Lavoro Atipico

di Tonino Callea

“Il lavoro non è merce”.
È con questa citazione, tratta dalla Dichiarazione di Filadelfia del 1944, che inizia il libro di Antonino Callea, subito dopo un breve e utile riepilogo sulla legislazione del lavoro italiana.
Il libro è ispirato, in tutte le sue parti, dalla convinzione che si debba riconoscere la complessità della materia lavoro. (…) Questa convinzione è, prima di tutto, consapevolezza che anche i lati più nascosti dell’attività lavorativa influiscono per concatenazioni causali, talvolta estremamente intricate, non solo sul rendimento del lavoratore stesso, ma anche sul “rendimento” della civiltà dell’intero corpo sociale. (…)
Il libro inizia proprio con una riflessione epistemologica sui paradigmi della psicologia. Callea sostiene la necessità di una trasformazione del modo di studiare i fenomeni e nella mentalità scientifica con la quale, fino agli anni recenti, si è studiato il lavoro. (…)
Da ciò, la scelta degli autori di trattare succintamente, ma in modo incisivo, molte delle categorie basilari della psicologia del lavoro classica, sulle quali, forse, qualcuno pensava non ci fosse più molto da capire: la soddisfazione lavorativa, l’identità professionale, la gestione del cambiamento, le competenze lavorative, la formazione, nonché la selezione, l’equità organizzativa, il mobbing, l’integrazione sociale e altro ancora. (…)
Non credo sia più possibile fermarsi ai soli fenomeni lavorativi per fare della buona psicologia del lavoro. È necessario un maggiore allargamento delle prospettive, il che significa uscire dalla settorialità dei nostri ambiti scientifici e disciplinari, “mescolare” il nostro sapere a quello di altri settori, riconsiderare profondamente i fenomeni attuali nella prospettiva storica e molto altro che richiede un atteggiamento di disponibilità alla ricerca più esteso e profondo di quanto fosse necessario nello “stabile” mondo dei decenni passati.
In questa nuova prospettiva il libro rappresenta un passo significativo.
(dalla Prefazione di Luigi Ferrari)
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